Come funzionano le classi di consumo energetico e come interpretarle?

Cosa sono e come funzionano le classi di consumo energetico degli elettrodomestici? La classe di consumo energetico, detta anche classe di efficienza energetica, consiste in una suddivisione della scala di consumi degli elettrodomestici dettata da normative europee e conformi in tutti gli stati dell’Unione.

Le classi di efficienza indicano i consumi annuali espressi in kWh di un elettrodomestico espressi in lettere dalla A+++ alla G dove la G è la più bassa classe e quindi definisce una tipologia di strumenti ad altissimo consumo energetico anche se per alcuni elettrodomestici l’ultima fascia è la D. Le fasce di consumo corrispondenti a una classe variano a seconda del tipo di elettrodomestico e sono in tutto:

  • A+++ (Consumo più basso)
  • A++
  • A+
  • A
  • B
  • C
  • D
  • E
  • F
  • G (Consumo più alto)

Classi di consumo energetico: che scopo hanno?

Lo scopo dell’etichettatura energetica comunitaria è quello di informare gli utenti finali sul tipo di consumo di energia (quantità) e di altre risorse essenziali dei prodotti coperti, per consentire un impiego più razionale in favore di un risparmio di energia e di acqua e per ridurre l’inquinamento atmosferico. Inoltre, scegliendo dei modelli con consumi più contenuti ed elevate prestazioni al momento dell’acquisto, si favorisce lo sviluppo tecnologico dei prodotti nonché il loro acquisto.

Le classi di consumo energetico nascono nel 1992, quando la direttiva 92/75/CEE stabilì la necessità di applicare un’etichetta ai principali elettrodomestici, che ne rappresentasse i consumi attraverso una scala da A a G: i primi elettrodomestici ad avere applicate le etichette risalgono al 1998 ed erano frigoriferi e congelatori. Seguirono subito dopo lavatrici, lavastoviglie, asciugatrici, lavasciugatrice, lampade ad uso domestico, forni elettrici e infine, solo nel 2003, i condizionatori.

Classi di consumo energetico: l’introduzione delle classi A+++, A++, A+

Nel 2003, per rispondere a una sempre più crescente domanda da parte dei consumatori di prodotti sempre più eco-efficienti, vennero introdotte due nuove classi di efficienza energetica: A+ e A++ ma solo per gli elettrodomestici per la refrigerazione domestica (essendo questi gli elettrodomestici a più alto consumo. In seguito venne introdotta anche la classe A+++ per gli elettrodomestici fino al 60% più efficienti di quelli di classe A.

A partire dal 1 luglio 2012, per frigoriferi e congelatori, la classe di efficienza energetica A+ è diventata il minimo consentito per questi elettrodomestici. Ogni frigorifero è dotato di un’etichetta energetica che indica, oltre alla classe energetica dell’elettrodomestico, anche il nome e il marchio del modello. Vi è poi riportata una serie di frecce di lunghezza crescente e colore diverso, associate a una lettera dell’alfabeto (dalla A+++ alla D. La lettera A+++ (e la relativa freccia verde più corta) indica dunque, a parità di altre caratteristiche, gli apparecchi con i consumi più bassi di energia, le lettere B, C o D (con le relative frecce più lunghe dal giallo al rosso) indicano gli apparecchi che hanno i consumi più alti.

Molti paesi hanno attuato sistemi di etichettatura paragonabili a quello europeo. Le motivazioni a sostegno di queste iniziative sono simili: da un lato spingere le aziende a competere tra loro migliorando in termini energetici i loro prodotti, sia come efficienza. Dall’altro i consumatori, quando le modalità di etichettatura e classificazione sono chiare e stimolanti, sono più invogliati all’acquisto di apparecchiature efficienti e “moderne”.